Riflessioni Semiserie Dalla Design Week di Milano

20 aprile 2015


#OUTFIT EVITABILI
Ci sono due cose in particolare che stressano noi milanesi durante la la Design Week: l'aumento del traffico e i mezzi strapieni ma, soprattutto, lo spettacolo di personaggi in outfit davvero evitabili. Se sei una giapponese capisco tu non possa non indossare scarpe flou e abiti in diversi pattern geometrici, peccato che il rischio di esser scambiati per coni stradali è dietro l'angolo. Ho sentito anche di persone anziane che hanno subito danni alla retina per aver fissato troppo a lungo alcune giacche cartarifrangenti sull'autobus.
Se c’è il sole e venticinque gradi, perché indossare cappelli e giacche di lana?  Saranno anche stilosissime, ma non vorrei essere nei panni dello sfortunato che, a fine giornata, ti si siede accanto nel metrò. 
E si, anche se fa tanto caldo, canottiera, bermuda e zoccoli sono un po’ troppo, perché non siamo sul lungomare della riviera romagnola.


#NO GADGET NO PARTY
Attenti a trattare troppo bene chi indossa un cartellino con scritto Press: potrebbero desiderare sempre di più! 

#IL MARSALA C'E' E COMBATTE CON NOI
All'evento di Pantone ( di cui vi parlerò più avanti) ci hanno messo tutto l'impegno per farci vedere il Marsala sotto una prospettiva diversa: ci hanno anche regalato una maglietta e una latta, da usare come preferiamo per partecipare al loro concorso.
Io non so se sarò così audace - o matta - da provarci, intanto ho già pronta la mise per l'occasione.
Come se non bastasse la sottile, si fa per dire,  persuasione della stessa Pantone, al Salone il colore più ostico di sempre è decisamente presente, molto più di quanto io stessa mi aspettassi e, devo ammetterlo, in alcuni allestimenti sono riusciti anche a renderlo accattivante (vedi alla voce Twils)... mi hanno convertito? Probabilmente no, ma sono riusciti a rendermelo meno indigesto.



#IO NON SONO UN TIPO CONCETTUALE
L’arte e il design di un certo tipo non fanno proprio per me. Ma è sicuramente un limite mio, lo accetto: il massimo del concettuale per me è  "stand vuoto con estintore".
La passeggiata di Lucchi. E niente, io non l'ho capita. 



#ESSERE RICONOSCIUTI
Può succedere anche questo: fare foto a delle bellissime creazioni al Salone Satellite e al momento di porgere il tuo biglietto da visita scoprire che l'architetto conosce il tuo blog! Segue momento di spaesamento corredato da rossore e balbettamento .... ma la gioia che ti riempie il cuore è impagabile, come non ammetterlo? 

#EPIC FAIL ALLESTIMENTI ASSURDI 1
La palma d'oro va sicuramente a Knoll che forse pensando, sperando, di fare una scelta di rottura decide di circondare il suo stand di tende nere di lattice. Forse l'idea iniziale era qualcosa shock anni ottanta tipo video di Blondie? A parte la delusione entrando di non scoprire proprio nulla di originale, la sensazione è di trovarsi all'interno di un club privè di periferia... o di un sexy shop. Forse hanno intenzione di lanciare sul mercato un vibratore di design ( che tra l'altro potrebbe essere una grande idea).




#EPIC FAIL ALLESTIMENTI ASSURDI 2
I creativi di Desigual mi dovrebbero spiegare se avevano intenzione di esporre le proprie creazioni o fare bisboccia. In uno stand minuscolo assiepato di gente, l'uniche cose che sono riuscita a vedere e a fotografare sono il soffitto e un francobollo di bancone: il mio amico saggio dice sempre: "se vuoi che la gente venga a te metti un open bar" .



#EPIC FAIL GRAFICHE IMPROBABILI 
Cosa vuole dirci "veramente" questo cartellone? Ai posteri l'ardua sentenza. 

#BUONI PROPOSITI
Prometto solennemente di non prendere niente di stampato più spesso di 2 millimetri! E ritrovarsi a sera, con la borsa piena e la schiena curva tipo sherpa tibetano.  Ma come resistere alla tentazione di quei meravigliosi cataloghi nordici? 


#SONO TUTTI "ADDETTI AI LAVORI" ?
Osservando la folla di persone che gira per il Salone la domanda sorge spontanea: fosse così sembrerebbe davvero che questo settore non conosce crisi ( che ne pensi Renzi?) Ma poi vedi ragazze con outfit da sballo, munite solo di minuscole clutch e ti chiedi dove diavolo mettano le cartelle stampa...   o signore con tacchi chilometrici con i quali è impossibile girare sul serio il Salone ( nota: il mio contapassi ha misurato ben tredici chilometri percorsi, e vi assicuro che non ho visto nemmeno la metà di quello che era esposto) .
Ma la rivelazione che no, non possono essere tutti addetti ai lavori, arriva sul finale della giornata quando un signore ci chiede dove abbiamo preso il trolley rosso... alla risposta che è dato solo alla stampa sgrana gli occhi e domanda candido cosa sia la stampa. E' quindi in vendita? No, non lo è. Il signore va via con uno sguardo risentito. 

#IL PIU SFORTUNATO
L'allestimento Ikea di via Vigevano: nel pieno della Design Week resta senza corrente elettrica. Le nostre carte di credito sono felici, i commessi Ikea un po' meno.




#IL PIU FIGO
E niente, questi designer del Nord hanno un'innata figaggine che non può non ammaliare noi blogger: se poi ti piace il genere hipster, come piace a me, c'è da rifarsi gli occhi. Non solo sono simpatici e creativi, ma sanno anche ricamare! Da sposare subito.


Il ragazzo che ricama e i suoi prodotti li trovate su Floornijdeken.nl

#SIMPATICI &ANTIPATICI
Prima categoria: tutti quelli che ti parlano con passione e calore del proprio lavoro e te lo fanno amare. 
Seconda categoria: quelli che quando vedono il cartellino press sentono il bisogno di venderti qualcosa ad ogni costo, che in confronto i venditori della Folletto sono dei bambocci. 

#DIVIETO DI BAMBINI
Qui probabilmente mi attirerò antipatie ma visto che non si può risultare simpatici a tutti ho deciso di dire la verità: i bambini in queste manifestazioni non ci dovrebbero entrare: è una violenza per loro, a cui non può fregare una beata mazza del design, e per tutti gli altri che devono scansare i passeggini stracarichi o peggio, quelli supermoderni con ruote grandi come quelli di un Hammer, come se con il passeggino dovessero andare a fare un safari. Bambini piangenti, che si lamentano e come dargli torto? Magari poi vengono anche costretti a visitare il salone del classico, e mi crescono rovinati dalla radica e dal ciliegio! Io chiamo il telefono azzurro, giuro!

#COSE UTILI & COSE INUTILI
Prima categoria: scarpe comode, tanti, ma dico tanti biglietti da visita e crema mani per i calli da trolley; schiscietta (*) e buona compagnia, la cosa più importante.
Seconda categoria: occhiali da sole se piove

Ultimo ma non per importanza: non sperate di trovare un bel chiosco fumante di salamelle, o wurstel e crauti: il popolo dell'interior è troppo fine e vuole solo sushi bar.



Un post decisamente lungo, lo ammetto. Ma spero che vi siate divertiti come me: vi prometto che nel prossimo appuntamento affronterò temi un po' più seri, giuro. 
Per chi non lo sapesse  "schiscietta"(*) è una parola dialettale per indicare il pranzo preparato a casa.




Love The Sign: con gli occhi di un bambino

13 aprile 2015

Perchè non proviamo a chiudere gli occhi e a ricordarci com'era il mondo quando eravamo bambini? Come tutto ci sembrava nuovo e curioso? Io ricordo da bambina la moquette verde e morbida, perfetta per farci giocare i miei adorati animaletti... e la cassapanca dipinta dove li tenevo. Ricordo il bellissimo stereo di papà e quel divano grande e morbido a fiori in cui ci accoccolavamo tutti insieme... In occasione della DesignWeek perchè non provare a guardare con occhi nuovi le nostre case, e magari aggiungere qualche tocco per renderle ancora più speciali? Love The Sign è il posto giusto: fateci un giro, parola di Bombetta!




Color Theory: Red

7 aprile 2015

Raccogliere oggetti in giro per casa: utili, inutili, carini, originali o comuni.... seguendo solo l'ispirazione del colore.



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...