Natale...

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Finalmente è arrivato il Natale...è stata dura aspettare fino a questo week-end per addobbare tutta la casa ( e quando dico tutta intendo letteralmente tutta) quando ormai le strade, le vetrine, ogni cosa ti parla di questa meravigliosa ricorrenza che, almeno per me, freddolosa cronica, è l'unico evento a dare un senso a questa stagione tremenda...e non poteva mancare anche una spuzzata di neve.

Inizia sempre prima questo Natale! Giusto il tempo di portare qualche fiore ai morti che già le luminarie si accendono e le vetrine si colorano di stelle, fiocchi e babbi...a proposito: vedremo anche quest'annno la solita invasione di Babbi Natale scalatori? Spero proprio di no, non riescono a piacermi: sembrano più ladri che cerchino di intrufolarsi in casa...Babbo Natale arriva con la sua slitta trainata da renne e atterra sui tetti, non si arrampica dai balconi! Che diamine, ha la sua età! Una dignità..e poi con quella panciona...




Ironia a parte, la solita corsa ai regali è iniziata: centri commerciali e negozi pieni di gente che vaga, sempre più indecisa e con meno soldi in tasca; negozianti e commesse che si preparano a maratone di aperture massacranti per cercare di recuperare in un mese quello che in un anno non si riesce più a guadagnare...Mi fanno tenerezza, e li ammiro perchè questo per loro è davvero un periodo molto stancante, impegnativo e la gente ultimamente è diventata sempre più prepotente e egoista...

Ricordamoci per questo Natale di un regalo che va bene per tutti e non costa niente: la GENTILEZZA!
Ci vogliamo provare?

Io comunque ho superato quest'anno ogni record e complice il web ho già terminato tutti i regali di Natale: pochi ma buoni, e alcuni fatti direttamente da me: cosa c'è di meglio di un regalo così personale anche se magari non perfetto?

Perciò Buone feste a tutti: stiamo insieme, riscopriamo il piacere della compagnia, mettiamo da parte i giochi elettronici e riscopriamo la vecchia cara Tombola e il Mercante in Fiera; lasciamoci tentare dalle golosità della tavola...tanto si sa, la dieta si inizia a Gennaio, no?
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Minimondi

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Mi sono innamorata dei minimondi...piccole ambientazioni fatte con animaletti e oggetti naturali che ricreano soffici atmosfere di boschi e foreste...questo è il primo con lo scoiattolo, seguiranno altre creazioni.
Cosa ne pensate?
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dundundudndun

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In sottofondo si avverte la musica ipnotica e inquietante dello squalo...provate a immaginare...così come l'Italia, che procede inesorabile verso il burrone; una lenta, inarrestabile discesa, una frana, rovinosa e devastante, che trascina con sè quel poco di buono e bello che, chissà come, era riuscito a sopravvivere in questi ultimi, travagliati vent'anni di decandenti governi; governi improntati al malaffare, alla silenziosa sopraffazione, dediti esclusivamente al raggiungimento del potere della casta, e al suo mantenimento.

Voi chiamatela demagogia, io la chiamo verità.

La fretta della legge sulle intercettazioni è sotto agli occhi di tutti, come pure la sua totale inutilità se non per una lobby ben precisa di persone, con la coda di paglia, che stanno cercando in tutti i modi di pararsi il culo, difendere lo status quo che li ha fatti arricchire fino a adesso, in spregio a ogni legge, a ogni pur minima convivenza civile, ogni decenza.

Ma non riusciamo neanche più ad indignarci? Siamo così ridotti: melma, blob gelatinoso senza spina dorsale? Non lo posso credere, non lo posso tollerare!

Intercettazioni concordate con i vescovi, le deroghe per le violenze sessuali di "lieve entità": nessun media ne parla se non il tam-tam sul web...non è stato sufficente nemmeno lo scandalo pedofilia per evitare che i preti venissero per l'ennesima volta trattati diversamente da ogni altro cittadino italiano: anch'essi casta, doppiamente provilegiata, dallo Stato Italiano e da quello del Vaticano...

E smettiamola per una volta di chiamarla difesa della privacy! La privacy del comune cittadino non c'entra nulla, è solo una scusa e pure risibile: le persone intercettate sono ventimila contro i cinquanta milioni di abitanti: non è certo un gran numero! Nessuna persona perbene e onesta sente la necessità di una legge tanto restrittiva sulle intercettazioni; si sente invece il bisogno di soluzioni strutturali per l'economia, la scuola, la ricerca, il lavoro...il sostegno alla famiglie tanto sbandierato dai nostri del governo per farsi spalleggiare dal Vaticano, quelle misure dove sono finite?

Scudi fiscali, condoni, intercettazioni, misure restrittive alla magistratura, tagli, tagli, tagli...questo governo continua a mantenere il suo profilo furbino, ipocrita, teso a colpire sempre le solite categorie ( quelle che non possono difendersi, ovviamente) mentre mantiene inalterate le rendite, i grossi patrimoni, insomma gli amici possono stare tranquilli, i dipendenti e pensionati, le piccole imprese e i precari, pagheranno per tutti, come sempre, e in silenzio.

Popolo bue! Popolo che hai votato questo governo sei contento ora?
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Duri sacrifici

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E' desolante accorgersi di quanto i nostri politici ci ritengano sciocchi: non può essere altrimenti se, con una tranquillità davvero invidiabile, il signor Letta ci comunica che ci aspettano - sottolineno il "ci", come se davvero riguardasse tutti quanti- duri sacrifici. E da quando? Ma come, fino a ieri andava tutto benissimo! La crisi - ma quale crisi?- era alle spalle, l'Italia stava benissimo, i conti pubblici erano come prati in fiore: come mai il disatro è arrivato così all'improvviso, senza essere annunciato? Nemmeno un meteorite che precipita dallo spazio è così imprevedibile!
Tutte balle.
Ci hanno sempre riempito di balle convinti che, a forza di ripeterle, diventassero vere. Una cosa da psicanalisi.
I tagli alla casta sono tanto ridicoli, e altrettanto patetiche quanto vergognose le lamentele dei protagonisti, che meriterebbero una volta per tutte, seriamente, di essere presi per le orecchie e costretti a vivere, non dico tanto, per un mese come una persona normale.
La solita sanatoria, i soliti disonesti che si sono costruiti una casa in barba ad ogni legge, non hanno pagato per chissà quanto tempo tutte le tasse e i balzelli, ed ora con due euro condonano tutto e chi si è visto si è visto.
Pagano sempre i soliti, insomma, e i delinquenti vengono premiati.
Le finanziarie alla Berlusconi hanno sempre lo stesso sapore: sempre la solita indigesta, amara sbobba.
Servirà almeno questo ad aprire un po' gli occhi a quelli che lo hanno votato? Gli operai, gli impiegati, tutti quelli che non possono difendersi dai prelievi obbligati, dai cordoni che si stringono? Cosa si aspettavano, mi chiedo, cosa? Anche loro credevano che a forza di raccontarsi e raccontare favole la realtà non li colpisse seriamente, duramente, con un bel calcio in culo?
Perchè, mi domando, quando a chiedere sacrifici fu il governo Prodi tutti gridarono alla scandalo?
Popolo dalla memoria corta, il nostro.
Il fondo è lì, davanti a noi, si intravede nell'acqua torbida in cui ci siamo abituati a nuotare; io voglio respirare, voglio acqua pulita, voglio ossigeno!
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Hello...is there anybody in there?

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Prendo spunto da un verso di una bellissima canzone dei Pink Floyd ( Confortably Numb... per chi non ci è arrivato) per comunicare al web il mio pensiero malinconico di oggi. Niente di universale per questo lunedì mattina di Maggio, grigio e freddo e umido manco fosse Novembre.

Primavera, ma dove sei finita? Quì si parla di nubi di cenere lavica, grigia e fredda proprio come questa pioggia, che fa bruciare gli occhi, come la malinconia che sale da dentro; come polvere che fa bloccare gli arei e ci lascia a terra. Ma chi si è mai mosso? Tutto questo rumore mi fa sorridere: fermarsi tutti un po' non può farci che bene. Guardarsi negli occhi, fermarsi al bar a chicchierare davanti a una tazzina di caffè si, anche il mio volo è saltato, lei dove va? Che lavoro fa?

Io, personalmente parlando, preferisco di gran lunga i cari mezzi ferrati, stridenti, magari sporchi e ritardatari, si, ma ben ancorati a terra; quei cari, vecchi treni, che ti permettono di pensare, mentre guardi fuori la pianura piatta, con la foschia mattutina, e i concerti di Bramhs nell'ipod.

Niente polemiche stamattina, per quelle basta accendere la Tv; oggi voglio solo crogiolarmi nella mia apatia, molle molle; speriamo solo che mi lascino in pace...

Cari internauti nessun argomento alto, almeno finchè non ritorna il sole a scaldarmi i neuroni.

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Viene ogni giorno... - 365 racconti erotici per un anno - Delos Books

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Eccoci quì con una piccante anteprima...



Una maliziosa raccolta di racconti erotici, uno per giorno, uno per ogni gusto e fantasia...anche quelle a cui non avete mai pensato prima.

Dedicato a chi vuole GODERE nella lettura.

Dedicato a chi vuole RIASSAPORARE il piacere.

Dedicato a chi vuole RISCOPRIRE cose dimenticate e anche a chi ne vuole SCOPRIRE di nuove.


Il 15 Giugno in tutte le librerie: il 15 Giugno è anche il giorno del mio racconto, come iniziare meglio?

Ciliegina sulla torta, anche la sorella c'è...siamo una potenza.


Buona lettura...magari, speriamo per tutti voi, in buona compagnia


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Negare, negare sempre

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Un vecchio detto recita: di fronte alla colpa, anche quella più grave e più evidente è meglio negare, negare sempre.

Trovato a letto con un altra donna, nudo e in atteggiamenti inequivocabili l'ineffabile dice" ma cara, non è come pensi..."

Ci siamo stufati di questi giochetti, ci siamo stancati di sorbirci sempre le solite frittate stracotte, girate e rigirate più volte; quì ci si dimentica, perchè è quello lo scopo neanche tanto nascosto, che le vittime sono i bambini abusati, tanti e silenziosi, sparsi per il globo, senza nome e senza volto, senza possibilità di parola e molto spesso senza più speranza di un futuro sereno; e dall'altra parte una congrega di soldati della fede pronti a tutto pur di difendere la rocca, e il re che la governa. Pronti a coprirsi occhi e orecchie, a rigirare accuse, a pretendere addirittura di passare essi stessi per vittime e non per carnefici. Ma questa è una tecnica che Nostra Signora Chiesa usa da millenni: in fondo ha sempre funzionato, perchè non sfruttarla ancora? Solo che stavolta dall'altra parte non c'è più solo la stolida politica italiana, da sempre prona al Vaticano, ma potenti e capillari media stranieri, che non hanno - per fortuna!-alcuna di intenzione di farsi intimidire dalla potenza di fuoco papale, ne dalle frivole accuse di complotto ebraico-massonico, partorite da menti tanto ignoranti quanto fanatiche, tanto ridicole da non meritare più di una riga nel mio blog semiserio.

Anni di colpevoli abusi e silenzi, inganni e tradimenti, che adesso sono diventati un "chicchierio" al pari di un gossip qualsiasi di cronaca rosa; un rumore di fondo tanto fastidioso da non generare neanche una parola, una sola parola, in tutta la ridondante e in mondovisione celebrazione pasquale.

Il Papa in ginocchio a celebrare il MEA CULPA MEA CULPA MEA GRANDISSIMA CULPA questa sarebbe stata la vera resurrezione dell'anima cristiana.

Carità per embrioni e agnellini, nessuna pietà per i bambini.


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Ticket

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Come si poteva immaginare anzi, temere, Cota esordisce in pieno Lega-style: "da noi non arriverà la pillola abortiva, io sono per la vita".

Ecco pagato il ticket di abbonamento con il Vaticano Power. Ora siamo tutti più sereni.

Sul fatto che poi ci siano non migliaia, ma milioni di problemi più importanti, più impellenti e che riguardano non l'0,005 % della popolazione ma almeno il 30% ( tipo disoccupazione dilagante, povertà galoppante, ecc) sembra non importare a nessuno; più importante di ogni logico buon senso resta accontentare lo Stato Estero che vive nel cuore della Capitale.


Se lui è per la vita chi difende la libertà della donna è allora per la morte?

Se tutti questi pelosi corifei, servi della Chiesa, spendessero lo stesso impegno, la stessa sollecitudine per le vite già nate, invece che per quelle in potenza, forse questa Italia potrebbe essere diversa, ma per i leghisti è di certo più semplice ergersi a difesa di un embrione, piuttosto che di un bambino povero, magari immigrato clandestino, magari addirrittura rom. Ma si sa, i bambini NON SONO TUTTI UGUALI. Evidentemente questa creatura di dio è meno portatrice di diritti di un mucchio di cellule ancora indeterminate. Si sa, c'è qualcuno che sceglie sempre la via più semplice, e di questo mena anche vanto.

Provate a chiedere quanti milioni spende lo Stato per gli embrioni congelati, e quanti per l'assistenza alle famiglie con disabilità; la disparità è tanto abissale da lasciare sgomenti. Ci si riempie la bocca di Difesa della Vita, ma niente ha fatto questo governo, Lega inclusa, per l'aiuto alla famiglie, il quoziente familiare, l'aiuto agli anziani o alle famiglie con persone disabili. Niente per il sostegno delle madri lavoratrici o per gli asili nido; in compenso ci si è preoccupati tantissimo della pillola abortiva, delle intecettazioni telefoniche, dello scudo fiscale.

Forse bisognerebbe smetterla di parlare a slogan e fare seriamente qualcosa per le famiglie che vengono sempre tirate in ballo quando serve ( vedi sotto elezioni) salvo poi dimenticarsene appena seduti in Parlamento.
La vignetta è di Mauro Biani, da Liberazione
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Raiperunanotte

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E' stato bello, ieri sera, ieri notte, ritrovarsi insieme, per parlare....

potrebbe sembrare l'incipit di una canzone, invece è solo una sensazione...quella di non essere soli, così pochi e la speranza, la speranza che qualcosa ancora possa cambiare. Per chi non ha il coraggio, ce ne saranno altri che metteranno a disposizione il loro. Per chi non ha voce, grideranno altri...L'importante è sapere di non essere soli di fronte a questo Potere, a qualunque potere, che tenti di schiacciare il più debole. Le formiche sono piccole, è vero, ma sono tante...e a volte si incazzano!


Possiamo ancora cambiare il mondo!
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La storia che insegna...

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"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."


Elsa Morante

....si sta parlando di Mussolini...tanto per capirci, vero?
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Ipocrisie

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"Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio"

Così scrive l'allora cardinale Ratzinger sul fantomatico documento titolato "Crimine Sollecitationes" stilato da una apposita commissione della Congregazione per la dottrina della fede, da lui presieduta. Per favore, abbiate pietà di noi persone intelligenti, chi preparò quel documento sapeva cosa stava scrivendo, l'attuale Papa ci ha messo la firma, perchè ora non dovrebbe risponderne?

Imporre il silenzio a chi veniva a conoscenza dei reati e l'obbligo per la vittima di tacere, pena la scomunica; lavare i panni sporchi in casa, si diceva una volta, l'importante è che nulla trapeli, che niente si sappia, che nessuno venga punito. E le vittime? Bhè, a quelle ci penserà il Signore. Uno scrittore irlandese, in un'intevista su Repubblica, dice una cosa francamente imbarazzante: le botte e gli abusi nelle scuole e nei seminari cattolici erano una cosa tanto risaputa da essere considerata "normale". Ora, che maltrattare e abusare di bambini diventi accettabile in quanto pratica "abituale" è una cosa semplicemente abietta, e pensare che io o chiunque altro debba seguire l'autorità morale di una gerarchia che ha permesso con i suoi silenzi di perpetrare anni di abusi su creature indifese è pura fantasia: mantenere a tutti i costi lo status quo ( leggi il Potere) a discapito dei bambini è, per quel che mi riguarda, garanzia di un girone garantito all'Inferno, che dovrebbe esistere, almeno per questi individui quì: non solo i molestatori ( sui quali sarebbe lecito aprire un capitolo a parte) ma su chi sapeva e ha taciuto, permettendo che per anni le vite di così tanti giovani venissero spezzate nell'indifferenza più totale.

Come faranno poi, con la stessa faccia con la quale hanno coperto per anni questa situazione a parlare di aborto? Di certo la faccia tosta non gli manca, anche perchè la stolida indolenza della politica italiana gli ha permesso fino ad ora di parlare dove, quando e come gli paresse più comodo, di tirare per la giacca gli elettori in campagna elettorale, di spingere candidati di quà e di là come su una scacchiera, e, con la stessa facilità, lamentarsi di essere "discriminati". E quì torniamo nel campo della pura fantasy.

Forse se pensassero di più ai quei bambini già nati che sono stati rovinati, se il papa si decidesse a incontrare le vittime, ad ascoltare le loro storie, se lo stesso facesse Bagnasco, invece di stare sempre lì come un ragno a tessere ragnatele politiche: ecco, se la gerarchia decidesse di fare meno politica e più missione pastorale, forse noi saremmo più propensi ad ascoltarli, e magari ci starebbero anche un po' più simpatici.


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Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei

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Appena uscito in libreria sono corsa ad acquistare l'ultimo libro dello scrittore Jonathan Safran Foer "Se Niente Importa", sottotitolo "Perchè mangiamo gli animali?" ; non perchè ami particolarmente questo autore, di cui non ho fin ora letto nulla, ma perchè il tema della scelta vegetariana o, meglio, dell'onnivoro selettivo, è una di quelle idee che da parecchio mi frullano per la testa, e che avevo bisogno di approfondire per poter prendere una decisione con consapevolezza, con dati, numeri e riflessioni. La scelta etica del decidere consapevolmente cosa mangiare va di pari passo, per quanto mi riguarda, alla decisione di non acquistare pellicce, cioè di non partecipare attivamente al quel mercato che, per il puro piacere, provoca deliberatamente sofferenza a delle creature viventi. In questo filone si inserisce anche la scelta di non mangiare carne o, per lo meno, di fare in merito una scelta ragionata, cercando di prediligere chi, nel campo dell'allevamento del bestiame, può garantirmi una cura dell'animale che mi permetta di potermene cibare senza temere che, per il mio stomaco, si sia inferto a un animale inutili sofferenze. Ma nella realtà dell'allevamento intensivo non c'è spazio per altro che il business, la riduzione dei costi e degli sprechi e la massimazione del guadagno. E l'allevamento intensivo è la pratica comune, diffusa e capillare nel mondo occidentale, il mondo che nutre tutti noi. La fattoria che ci immaginavamo da bambini non esiste quasi più, quella dove il fattore conosce e cura ogni suo animale e segue il ritmo naturale delle stagioni; ogni cosa della natura è ora piegata al desiderio umano di produrre tutto e subito, e in numero sempre maggiore: a qualunque costo.

Non mi dilungherò sulle verità descritte in questo libro, basta fare una capatina su youtube per poter vedere di persona in che condizioni vengono tenuti gli animali che mangiamo, per vedere che la loro sofferenza non è tenuta in nessun conto, come non esistesse neppure; restare impassibili dopo tale visione, o tale lettura è davvero difficile. Io devo riflettere ancora molto, la natura ci ha creati onnivori, ma si può diventare"selettivi"?
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La sindrome di Calimero

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La sindrome di Calimero, ovvero in termini psicoanalitici la mania di persecuzione, l'ossessione del "c'è l'hanno tutti con me" non appartiene solo al nostro presidente del consiglio ma anche ai numerosi esponenti della sua regale corte. Il fastidioso, petulante lamento che ci ammorba ormai da giorni del signor Formigoni è qualcosa che non suscita ne pena ne simpatia e temo sia così anche per i suoi stessi elettori. E' qualcosa che va al di la della dignità che dovrebbe dimostrare un uomo politico, un uomo che ha fatto della tutela del popolo il suo mestiere. Il suo atteggiamento da scuola elementare ci irrita e infastidisce. Qualunque altra persona di buon senso, in qualunque altra situazione che non sia quella della politica, avrebbe sfuriato- e a ragione- contro le persone del suo stesso staff che, per incompetenza o canaglieria, non hanno fatto le cose a regola d'arte: ma no, lui se la prende con tutto e tutti, tranne che con i diretti responsabili.

Poco ci manca che se la prenda con le penne bic che non hanno scritto bene o con la carta troppo porosa. Alle sue disperate invocazioni di giustizia è mancato solo il richiamo al Santo Padre..ma forse in segreto, chissà...

Resta il fatto incontrovertibile che un comune cittadino deve necessariamente rispettare le leggi e la burocrazia, anche quella più assurda e farraginosa, pena non ottenere quello che viene richiesto e cara grazia per lui, non ci sarà nessuna "leggina" ad aiutarlo.

A meno che non sia un politico, è ovvio.
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Sensazioni

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In realtà oggi non ho molto da dire sul mondo che mi circonda...cosa dire che non sia stato già detto, magari molto meglio di come potrei raccontarlo io? Mi piacerebbe soltanto condividere oggi, con chiunque vorrà leggermi, sensazioni, emozioni che si agitano nel profondo, che a volte collidono, a volte risalgono in superficie... ho dubbi, molti, moltissimi dubbi. Ho come la sensazione che stia sbagliando qualcosa, che manchi qualcosa che non so ben definire. Le partenze mi annichiliscono perchè disturbano quelle abitudini che per me sono ossigeno e quiete mentale. Perdo i punti di riferimento e traballo: nonostante sia forte, anche io posso tremare...ma non devo farlo vedere? O posso mostrarmi fragile? Ci sono molte cose che non mi piacciono nella mia vita, o cose che reputo insoddisfacenti, incomplete: a volte per colpa mia, a volta per colpa di altri.

Eppure mi manca la forza per cambiarle, mi sento svuotata. C'è una sola cosa che mi manda avanti, che mi fa vedere la luce anche quando è buio: la mia famiglia. Lì so di potermi rintanare in attesa che l'inverno freddo passi e finalmente giunga l'estate tanto attesa, il caldo nel cuore, l'ingranaggio che scivola silenzioso e perfetto...
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Chiamiamole con il loro nome "mignotte!

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In quest'epoca di peloso politically correct la sferzante, irriverente ironia di Luciana Litizzetto è una boccata d'aria fresca, uno spiraglio in questo miasma fangoso in cui ci ritroviamo a sguazzare come rane, noi che vorremmo volare...
Cominciamo con lo spazzare via le tergiversazioni, gli eufemismi patetici, che nemmeno un bambino è così stolido da non cogliere: iniziamo con il dare il giusto nome alle cose, coraggiosamente, senza nascondersi. Le parole sono un universo meraviglioso, in cui c'è tutto, non sminuiamole usandole al minimo della loro capacità...
Così le segretarie particolari, signorine, escort, massaggiatrici, accompagnatrici possono degnamente essere definite con tutto il meraviglioso spettro di possibilità che la nostra lingua madre ci offre: mignotte, prostitute, zoccole, donne di malaffare, donne da lupanare, battone, puttane, e via degradando...Oh, mi sento già meglio. E' bello sapere di cosa si sta parlando.
Non c'è nulla di male nel fare il "mestiere", non c'è altrettanto nulla di male nell'usufruire del servizio; anzi, per quel che mi riguarda questa dovrebbe essere una attività lecita come qualunque altra e trattata e regolamentata di conseguenza. Ma non andiamo fuori tema. Diverso è però il conto se il sesso a pagamento viene regolarmente adoperato dalle sfere di potere per ottenere favori, denaro, appalti, spintarelle, eccetera. Signori, non ci interessa con chi trombate, ci interessa però cosa avete promesso in cambio. Costruire case, strade, scuole con la sabbia al posto del cemento in cambio di una ciulatina non mi sembra moralmente equo, soprattutto se in quella casa, di cui pagherò il mutuo fino allo spegnersi del sole, ci abito io con la mia famiglia...soprattutto se ci rimango sotto dopo una scossa di terremoto; sopratutto se devo anche sopportare in silenzio lo sberleffo di chi sente già tintinnare i soldini nelle sue tasche mentre ancora annaspo sotto le macerie.
Intendiamoci, o le intercettazioni telefoniche sono tutte false ( cosa di cui dubito) o queste persone sono talmente indegne di fare parte della società civile e dunque: chi si ostina a difenderli e perchè? Cosa ottiene in cambio? E' davvero il magistrato che, lette quelle frasi infami ha provato un brivido, esattamente come me e molti altri, credo: è lui che deve vergognarsi? Farebbero bene i difensori ad oltranza a risparmiare un po' di fiato, annaspano; sono arrabbiati, furiosi, qualcuno spia dentro le loro tane oscure, dentro le loro alcove stillanti afrori sessuali e sfrigolio di banconote; qualcuno solleva il velo e fa entrare un raggio di luce...i loro occhi si accecano per un istante, il nervosismo sale, le parole volano.
La vergogna è una cosa SACRA. Bisognerebbe maneggiarla con molta cura, come un oggetto di vetro soffiato o una reliquia antica; prima di invocarla a gran voce bisognerebbe farsi un bell'esame di coscienza...ma vergogna, come l'abusato termine "libertà", ha ormai perduto ogni sua ancestrale connotazione per diventare un intercalare come un altro. Come "cioè".
Il fango è stato sollevato, l'acqua è torbida ma non restarà tale a lungo; la melma si sedimenta, è così da secoli ormai, e qualcuno ci resta sotto a far da fossile per i posteri curiosi; quei posteri che ci guarderanno, tra qualche secolo chissà e penseranno: italiani, strana gente.
Ma senz alcuna ironia.
La vignetta è tratta dal "il Cannocchiale" blog di Corrias, Gomez, Travaglio
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Sotto la neve

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Sotto la neve tutto sembra diverso, più antico; sotto la neve la città si trova in difficoltà perchè la neve è una cosa selvatica, non è fatta per le macchine, per l'asfalto, per i nostri ritmi frenetici: la neve non è adatta a chi ha fretta.
Sotto la neve anche il silenzio è più silenzio; ma chi se ne accorge con l'ipod nelle orecchie?

Oggi guardo la neve e provo fastidio: so che dovrò uscire prima dal lavoro, chiedere permesso; so che dovrò affannarmi nella folla, spintonare e essere spintonata; so che dovrò attendere al freddo treni in eterno ritardo, per colpa delle neve, per colpa di chi...
Ma se guardo la neve con gli occhi di mio figlio vedo la meraviglia; vedo il mondo colorarsi di bianco, sento i morbidi fiocchi carezzarmi il volto e apro la bocca, per assaggiarli...guardo la neve con gli occhi di un bambino e non posso, non riesco a non amarla.
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22 Gennaio 2010

Dedicato a Luisa

Te ne sei andata senza disturbare,
anche nella morte sei silenziosa e discreta,
attenta a non recare fastidio.
Te ne sei andata in questa mattina
fredda e bianca,
non il bianco della neve
che è dolce;
ma il bianco del ghiaccio che stringe
il cuore nella sua morsa, non ti fa respirare;
ti fa dimenticare l'estate.

Eri un faro, nella notte sapevamo che eri lì;
nella tempesta guardavamo a te sicuri
che tu ci fossi, sempre, indistruttibile;
Come un tronco saldo nella terra, sapevamo
di poterci a te appoggiare, per trovare riparo, e forza.
Ma anche gli alberi secolari possono
cadere, anche la foresta intera può bruciare:
il vuoto che lascia è come lo spazio bianco
del foglio, prima che qualcuno gli dia una voce.
Ora questo spazio bianco sembra circondarci da ogni parte,
privo di senso e, allo stesso tempo, pieno di possibilità;
Questo bianco freddo che dobbiamo riempire,
con quella forza e amore, che ci hai insegnato tu.
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Ci siamo!

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Eccoci, anche noi cerchiamo di trovare un piccolo angolo nel mare magnum del Web. Non abbiamo grandi pretese, non parleremo di massimi sistemi ma cercheremo, per quanto è possibile, di discutere di quello che accade nel mondo, e non solo, e di dare la nostra opinione, magari cercando punti di vista insoliti, magari scomodi, senza paure.
Allacciate le cinture perchè il castello si sta staccando da terra...siete pronti a partire con noi per il nostro primo viaggio?
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AVATAR e SURROGATES ovvero il cinema e il corpo- umano e non-

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Era chiaro che un film "titanico" quale Avatar avrebbe sollevato polemiche e discussioni a non finire..e meno male! Sempre meglio che parlare di Berlusconi.
Avatar e, nel suo piccolo, anche "Surrogates", "Il Mondo dei Replicanti" in italiano - sigh! Ma perchè i titoli in italiano sono sempre così penosi?- di Jonathan Rostow rappresentano il progressivo distacco, desiderato o meno, dal corpo fisico, considerato come accessorio che imprigiona la nostra mente in limiti fisici che non ci piacciono o non ci bastano. Nel caso di Avatar il nuovo corpo ibrido uomo-alieno è condizione sine qua non per vivere sul mondo ostile di Pandora, ma è anche un mezzo attraverso il quale i protagonisti riescono a interagire non solo con i nativi, ma con l'intero ecosistema energetico del pianeta. Nel film Surrogates invece il nuovo corpo ( non organico ma robotico) viene visto come la salvezza della specie umana dal pericolo, dalla malattia, e come veicolo di bellezza e perfezione, seppure ingannevole. In entrambi i casi la mente umana, come in un sogno, abita e comanda un corpo diverso da quello originale, sottointendendo l'inconscio desiderio, da sempre presente nell'umanità, di superare i limiti fisici imposti dalla natura, che il corpo ci ricorda continuamente invecchiando, ammalandosi, rompendosi, e che difficilmente, riesce a stare al passo di una mente sempre più libera di immaginare, di crearsi nuovi mondi liberi dai vincoli fisici.
Il nostro secolo è caratterizzato da questo desiderio: la continua rincorsa alla bellezza, alla perfezione estetica, al ritardare ad ogni costo i segni del tempo che scorre, altro non sono che le manifestazioni più evidenti dello sforzo che facciamo per adattare l'immagine che abbiamo di noi stessi con quello che lo specchio ci rimanda indietro.
Ognuno di noi cambierebbe qualcosa di se stesso, chi lo nega è un bugiardo.
Tornando ai film, nonostante dia il titolo alla pellicola, il tema del corpo "nuovo" in Avatar non è centrale come si potrebbe immaginare, ma è un veicolo potente di trasmissione di messaggi. Senza quel corpo il protagonista non potrebbe interagire con il mondo circostante, e non potrebbe quindi intervenire sul suo destino. In Surrogates invece, il corpo "nuovo"è il vero protagonista della storia: in questo mondo futuro popolato di perfetti e indistruttibili automi dalle bellissime fattezze umane, gli umani che si oppongono ad avere un surrogato si sono ridotti a vivere in riserve sporche e misere, al seguito del solito, sedicente "profeta". Come sempre la razza umana non riesce mai a trovare, se non a seguito di immani catastrofi, la saggia via di mezzo tra un estremo all'altro così, come quasi sempre accade, due stili di vita si trovano a fronteggiarsi, ognuno convinto di possedere l'unica verità in tasca. I "surrogati" sono utili ? Si. Sono affascinanti? Si. Sono indispensabili? No. Si arriva sull'orlo del baratro, della distruzione, prima che ci si svegli dal perfetto sogno robotico per ricominciare a vivere, a "sentire", e, necessariamente, a far i conti con la finitezza umana.
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Ci siamo!

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Eccoci, anche noi cerchiamo di trovare un piccolo angolo nel mare magnum del Web. Non abbiamo grandi pretese, non parleremo di massimi sistemi ma cercheremo, per quanto è possibile, di discutere di quello che accade nel mondo, e non solo, e di dare la nostra opinione, magari cercando punti di vista insoliti, magari scomodi, senza paure.Allacciate le cinture perchè il castello si sta staccando da terra...siete pronti a partire con noi per il nostro primo viaggio?
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