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22 Gennaio 2010

Dedicato a Luisa

Te ne sei andata senza disturbare,
anche nella morte sei silenziosa e discreta,
attenta a non recare fastidio.
Te ne sei andata in questa mattina
fredda e bianca,
non il bianco della neve
che è dolce;
ma il bianco del ghiaccio che stringe
il cuore nella sua morsa, non ti fa respirare;
ti fa dimenticare l'estate.

Eri un faro, nella notte sapevamo che eri lì;
nella tempesta guardavamo a te sicuri
che tu ci fossi, sempre, indistruttibile;
Come un tronco saldo nella terra, sapevamo
di poterci a te appoggiare, per trovare riparo, e forza.
Ma anche gli alberi secolari possono
cadere, anche la foresta intera può bruciare:
il vuoto che lascia è come lo spazio bianco
del foglio, prima che qualcuno gli dia una voce.
Ora questo spazio bianco sembra circondarci da ogni parte,
privo di senso e, allo stesso tempo, pieno di possibilità;
Questo bianco freddo che dobbiamo riempire,
con quella forza e amore, che ci hai insegnato tu.
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Ci siamo!

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Eccoci, anche noi cerchiamo di trovare un piccolo angolo nel mare magnum del Web. Non abbiamo grandi pretese, non parleremo di massimi sistemi ma cercheremo, per quanto è possibile, di discutere di quello che accade nel mondo, e non solo, e di dare la nostra opinione, magari cercando punti di vista insoliti, magari scomodi, senza paure.
Allacciate le cinture perchè il castello si sta staccando da terra...siete pronti a partire con noi per il nostro primo viaggio?
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AVATAR e SURROGATES ovvero il cinema e il corpo- umano e non-

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Era chiaro che un film "titanico" quale Avatar avrebbe sollevato polemiche e discussioni a non finire..e meno male! Sempre meglio che parlare di Berlusconi.
Avatar e, nel suo piccolo, anche "Surrogates", "Il Mondo dei Replicanti" in italiano - sigh! Ma perchè i titoli in italiano sono sempre così penosi?- di Jonathan Rostow rappresentano il progressivo distacco, desiderato o meno, dal corpo fisico, considerato come accessorio che imprigiona la nostra mente in limiti fisici che non ci piacciono o non ci bastano. Nel caso di Avatar il nuovo corpo ibrido uomo-alieno è condizione sine qua non per vivere sul mondo ostile di Pandora, ma è anche un mezzo attraverso il quale i protagonisti riescono a interagire non solo con i nativi, ma con l'intero ecosistema energetico del pianeta. Nel film Surrogates invece il nuovo corpo ( non organico ma robotico) viene visto come la salvezza della specie umana dal pericolo, dalla malattia, e come veicolo di bellezza e perfezione, seppure ingannevole. In entrambi i casi la mente umana, come in un sogno, abita e comanda un corpo diverso da quello originale, sottointendendo l'inconscio desiderio, da sempre presente nell'umanità, di superare i limiti fisici imposti dalla natura, che il corpo ci ricorda continuamente invecchiando, ammalandosi, rompendosi, e che difficilmente, riesce a stare al passo di una mente sempre più libera di immaginare, di crearsi nuovi mondi liberi dai vincoli fisici.
Il nostro secolo è caratterizzato da questo desiderio: la continua rincorsa alla bellezza, alla perfezione estetica, al ritardare ad ogni costo i segni del tempo che scorre, altro non sono che le manifestazioni più evidenti dello sforzo che facciamo per adattare l'immagine che abbiamo di noi stessi con quello che lo specchio ci rimanda indietro.
Ognuno di noi cambierebbe qualcosa di se stesso, chi lo nega è un bugiardo.
Tornando ai film, nonostante dia il titolo alla pellicola, il tema del corpo "nuovo" in Avatar non è centrale come si potrebbe immaginare, ma è un veicolo potente di trasmissione di messaggi. Senza quel corpo il protagonista non potrebbe interagire con il mondo circostante, e non potrebbe quindi intervenire sul suo destino. In Surrogates invece, il corpo "nuovo"è il vero protagonista della storia: in questo mondo futuro popolato di perfetti e indistruttibili automi dalle bellissime fattezze umane, gli umani che si oppongono ad avere un surrogato si sono ridotti a vivere in riserve sporche e misere, al seguito del solito, sedicente "profeta". Come sempre la razza umana non riesce mai a trovare, se non a seguito di immani catastrofi, la saggia via di mezzo tra un estremo all'altro così, come quasi sempre accade, due stili di vita si trovano a fronteggiarsi, ognuno convinto di possedere l'unica verità in tasca. I "surrogati" sono utili ? Si. Sono affascinanti? Si. Sono indispensabili? No. Si arriva sull'orlo del baratro, della distruzione, prima che ci si svegli dal perfetto sogno robotico per ricominciare a vivere, a "sentire", e, necessariamente, a far i conti con la finitezza umana.
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Ci siamo!

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Eccoci, anche noi cerchiamo di trovare un piccolo angolo nel mare magnum del Web. Non abbiamo grandi pretese, non parleremo di massimi sistemi ma cercheremo, per quanto è possibile, di discutere di quello che accade nel mondo, e non solo, e di dare la nostra opinione, magari cercando punti di vista insoliti, magari scomodi, senza paure.Allacciate le cinture perchè il castello si sta staccando da terra...siete pronti a partire con noi per il nostro primo viaggio?
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