Chiamiamole con il loro nome "mignotte!

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In quest'epoca di peloso politically correct la sferzante, irriverente ironia di Luciana Litizzetto è una boccata d'aria fresca, uno spiraglio in questo miasma fangoso in cui ci ritroviamo a sguazzare come rane, noi che vorremmo volare...
Cominciamo con lo spazzare via le tergiversazioni, gli eufemismi patetici, che nemmeno un bambino è così stolido da non cogliere: iniziamo con il dare il giusto nome alle cose, coraggiosamente, senza nascondersi. Le parole sono un universo meraviglioso, in cui c'è tutto, non sminuiamole usandole al minimo della loro capacità...
Così le segretarie particolari, signorine, escort, massaggiatrici, accompagnatrici possono degnamente essere definite con tutto il meraviglioso spettro di possibilità che la nostra lingua madre ci offre: mignotte, prostitute, zoccole, donne di malaffare, donne da lupanare, battone, puttane, e via degradando...Oh, mi sento già meglio. E' bello sapere di cosa si sta parlando.
Non c'è nulla di male nel fare il "mestiere", non c'è altrettanto nulla di male nell'usufruire del servizio; anzi, per quel che mi riguarda questa dovrebbe essere una attività lecita come qualunque altra e trattata e regolamentata di conseguenza. Ma non andiamo fuori tema. Diverso è però il conto se il sesso a pagamento viene regolarmente adoperato dalle sfere di potere per ottenere favori, denaro, appalti, spintarelle, eccetera. Signori, non ci interessa con chi trombate, ci interessa però cosa avete promesso in cambio. Costruire case, strade, scuole con la sabbia al posto del cemento in cambio di una ciulatina non mi sembra moralmente equo, soprattutto se in quella casa, di cui pagherò il mutuo fino allo spegnersi del sole, ci abito io con la mia famiglia...soprattutto se ci rimango sotto dopo una scossa di terremoto; sopratutto se devo anche sopportare in silenzio lo sberleffo di chi sente già tintinnare i soldini nelle sue tasche mentre ancora annaspo sotto le macerie.
Intendiamoci, o le intercettazioni telefoniche sono tutte false ( cosa di cui dubito) o queste persone sono talmente indegne di fare parte della società civile e dunque: chi si ostina a difenderli e perchè? Cosa ottiene in cambio? E' davvero il magistrato che, lette quelle frasi infami ha provato un brivido, esattamente come me e molti altri, credo: è lui che deve vergognarsi? Farebbero bene i difensori ad oltranza a risparmiare un po' di fiato, annaspano; sono arrabbiati, furiosi, qualcuno spia dentro le loro tane oscure, dentro le loro alcove stillanti afrori sessuali e sfrigolio di banconote; qualcuno solleva il velo e fa entrare un raggio di luce...i loro occhi si accecano per un istante, il nervosismo sale, le parole volano.
La vergogna è una cosa SACRA. Bisognerebbe maneggiarla con molta cura, come un oggetto di vetro soffiato o una reliquia antica; prima di invocarla a gran voce bisognerebbe farsi un bell'esame di coscienza...ma vergogna, come l'abusato termine "libertà", ha ormai perduto ogni sua ancestrale connotazione per diventare un intercalare come un altro. Come "cioè".
Il fango è stato sollevato, l'acqua è torbida ma non restarà tale a lungo; la melma si sedimenta, è così da secoli ormai, e qualcuno ci resta sotto a far da fossile per i posteri curiosi; quei posteri che ci guarderanno, tra qualche secolo chissà e penseranno: italiani, strana gente.
Ma senz alcuna ironia.
La vignetta è tratta dal "il Cannocchiale" blog di Corrias, Gomez, Travaglio
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Sotto la neve

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Sotto la neve tutto sembra diverso, più antico; sotto la neve la città si trova in difficoltà perchè la neve è una cosa selvatica, non è fatta per le macchine, per l'asfalto, per i nostri ritmi frenetici: la neve non è adatta a chi ha fretta.
Sotto la neve anche il silenzio è più silenzio; ma chi se ne accorge con l'ipod nelle orecchie?

Oggi guardo la neve e provo fastidio: so che dovrò uscire prima dal lavoro, chiedere permesso; so che dovrò affannarmi nella folla, spintonare e essere spintonata; so che dovrò attendere al freddo treni in eterno ritardo, per colpa delle neve, per colpa di chi...
Ma se guardo la neve con gli occhi di mio figlio vedo la meraviglia; vedo il mondo colorarsi di bianco, sento i morbidi fiocchi carezzarmi il volto e apro la bocca, per assaggiarli...guardo la neve con gli occhi di un bambino e non posso, non riesco a non amarla.
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