
"Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio"
Così scrive l'allora cardinale Ratzinger sul fantomatico documento titolato "Crimine Sollecitationes" stilato da una apposita commissione della Congregazione per la dottrina della fede, da lui presieduta. Per favore, abbiate pietà di noi persone intelligenti, chi preparò quel documento sapeva cosa stava scrivendo, l'attuale Papa ci ha messo la firma, perchè ora non dovrebbe risponderne?
Imporre il silenzio a chi veniva a conoscenza dei reati e l'obbligo per la vittima di tacere, pena la scomunica; lavare i panni sporchi in casa, si diceva una volta, l'importante è che nulla trapeli, che niente si sappia, che nessuno venga punito. E le vittime? Bhè, a quelle ci penserà il Signore. Uno scrittore irlandese, in un'intevista su Repubblica, dice una cosa francamente imbarazzante: le botte e gli abusi nelle scuole e nei seminari cattolici erano una cosa tanto risaputa da essere considerata "normale". Ora, che maltrattare e abusare di bambini diventi accettabile in quanto pratica "abituale" è una cosa semplicemente abietta, e pensare che io o chiunque altro debba seguire l'autorità morale di una gerarchia che ha permesso con i suoi silenzi di perpetrare anni di abusi su creature indifese è pura fantasia: mantenere a tutti i costi lo status quo ( leggi il Potere) a discapito dei bambini è, per quel che mi riguarda, garanzia di un girone garantito all'Inferno, che dovrebbe esistere, almeno per questi individui quì: non solo i molestatori ( sui quali sarebbe lecito aprire un capitolo a parte) ma su chi sapeva e ha taciuto, permettendo che per anni le vite di così tanti giovani venissero spezzate nell'indifferenza più totale.
Come faranno poi, con la stessa faccia con la quale hanno coperto per anni questa situazione a parlare di aborto? Di certo la faccia tosta non gli manca, anche perchè la stolida indolenza della politica italiana gli ha permesso fino ad ora di parlare dove, quando e come gli paresse più comodo, di tirare per la giacca gli elettori in campagna elettorale, di spingere candidati di quà e di là come su una scacchiera, e, con la stessa facilità, lamentarsi di essere "discriminati". E quì torniamo nel campo della pura fantasy.
Forse se pensassero di più ai quei bambini già nati che sono stati rovinati, se il papa si decidesse a incontrare le vittime, ad ascoltare le loro storie, se lo stesso facesse Bagnasco, invece di stare sempre lì come un ragno a tessere ragnatele politiche: ecco, se la gerarchia decidesse di fare meno politica e più missione pastorale, forse noi saremmo più propensi ad ascoltarli, e magari ci starebbero anche un po' più simpatici.