Duri sacrifici

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E' desolante accorgersi di quanto i nostri politici ci ritengano sciocchi: non può essere altrimenti se, con una tranquillità davvero invidiabile, il signor Letta ci comunica che ci aspettano - sottolineno il "ci", come se davvero riguardasse tutti quanti- duri sacrifici. E da quando? Ma come, fino a ieri andava tutto benissimo! La crisi - ma quale crisi?- era alle spalle, l'Italia stava benissimo, i conti pubblici erano come prati in fiore: come mai il disatro è arrivato così all'improvviso, senza essere annunciato? Nemmeno un meteorite che precipita dallo spazio è così imprevedibile!
Tutte balle.
Ci hanno sempre riempito di balle convinti che, a forza di ripeterle, diventassero vere. Una cosa da psicanalisi.
I tagli alla casta sono tanto ridicoli, e altrettanto patetiche quanto vergognose le lamentele dei protagonisti, che meriterebbero una volta per tutte, seriamente, di essere presi per le orecchie e costretti a vivere, non dico tanto, per un mese come una persona normale.
La solita sanatoria, i soliti disonesti che si sono costruiti una casa in barba ad ogni legge, non hanno pagato per chissà quanto tempo tutte le tasse e i balzelli, ed ora con due euro condonano tutto e chi si è visto si è visto.
Pagano sempre i soliti, insomma, e i delinquenti vengono premiati.
Le finanziarie alla Berlusconi hanno sempre lo stesso sapore: sempre la solita indigesta, amara sbobba.
Servirà almeno questo ad aprire un po' gli occhi a quelli che lo hanno votato? Gli operai, gli impiegati, tutti quelli che non possono difendersi dai prelievi obbligati, dai cordoni che si stringono? Cosa si aspettavano, mi chiedo, cosa? Anche loro credevano che a forza di raccontarsi e raccontare favole la realtà non li colpisse seriamente, duramente, con un bel calcio in culo?
Perchè, mi domando, quando a chiedere sacrifici fu il governo Prodi tutti gridarono alla scandalo?
Popolo dalla memoria corta, il nostro.
Il fondo è lì, davanti a noi, si intravede nell'acqua torbida in cui ci siamo abituati a nuotare; io voglio respirare, voglio acqua pulita, voglio ossigeno!
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Hello...is there anybody in there?

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Prendo spunto da un verso di una bellissima canzone dei Pink Floyd ( Confortably Numb... per chi non ci è arrivato) per comunicare al web il mio pensiero malinconico di oggi. Niente di universale per questo lunedì mattina di Maggio, grigio e freddo e umido manco fosse Novembre.

Primavera, ma dove sei finita? Quì si parla di nubi di cenere lavica, grigia e fredda proprio come questa pioggia, che fa bruciare gli occhi, come la malinconia che sale da dentro; come polvere che fa bloccare gli arei e ci lascia a terra. Ma chi si è mai mosso? Tutto questo rumore mi fa sorridere: fermarsi tutti un po' non può farci che bene. Guardarsi negli occhi, fermarsi al bar a chicchierare davanti a una tazzina di caffè si, anche il mio volo è saltato, lei dove va? Che lavoro fa?

Io, personalmente parlando, preferisco di gran lunga i cari mezzi ferrati, stridenti, magari sporchi e ritardatari, si, ma ben ancorati a terra; quei cari, vecchi treni, che ti permettono di pensare, mentre guardi fuori la pianura piatta, con la foschia mattutina, e i concerti di Bramhs nell'ipod.

Niente polemiche stamattina, per quelle basta accendere la Tv; oggi voglio solo crogiolarmi nella mia apatia, molle molle; speriamo solo che mi lascino in pace...

Cari internauti nessun argomento alto, almeno finchè non ritorna il sole a scaldarmi i neuroni.

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